venerdì 6 novembre 2009

Discorsi che hanno fatto la storia: "Ich bin ein Berliner"

Il Muro di Berlino fu abbattuto il 9 novembre 1989. Restò in piedi per ben 28 anni. Dati ufficiali parlano di 133 persone uccise mentre cercavano di scavalcarlo, di fuggire da Berlino Est verso Berlino Ovest. In realtà si stima che il numero delle vittime sia più elevato. Fino a vent'anni fa, io mi sento strano a pensare che ero già nato, un muro divideva una città e con essa due mondi. Oggi sembra di parlare di eventi passati e lontani da noi, ma vent'anni, nell'arco della storia, sono un battito di ciglia.

Il 26 giugno 1963 il presidente degli Stati Uniti J.F. Kennedy, tenne un discorso, nella città di Berlino Ovest, che passò alla storia. "Ich bin ein Berliner": "io sono un berlinese", la frase più celebre dell'orazione. Il discorso era strettamente politico, una mossa fondamentale nell'ambito della Guerra Fredda. Il suo intento di base era quello di confermare apertamente l'appoggio degli USA alla Germania Occidentale, rispondendo al tempo stesso alla costruzione del Muro da parte dell'Unione Sovietica. Ma la potenza del discorso sta proprio in quelle parole: "io sono un berlinense" è un frase che scavalca il Muro e abbraccia tutta la popolazione di Berlino, seppur divisa. Kennedy esprime così la propria vicinanza anche alla popolazione di Berlino Est, sottolineando come quella sovietica sia una vera e propria occupazione anti democratica. Le parole utilizzate inoltre estendono il discorso ad un livello globale: "Tutti gli uomini liberi, dovunque essi vivano, sono cittadini di Berlino, e quindi, come uomo libero, sono orgoglioso delle parole Ich bin ein Berliner!". L'opposizione di fondo, presente in ogni forma di comunicazione, non è Berlino Ovest vs Berlino Est, non è Occidente vs Oriente, è Libertà vs Oppressione.
In un discorso di ruoli gli Stati Uniti, nella persona del Presidente, incarnano l'ideale di "mondo libero", il ruolo dell'eroe. L'Unione Sovietica rappresenta la "non libertà", l'anti eroe.
Non bisogna dimenticare che il discorso resta, di fondo, un discorso politico. Da abile comunicatore, Kennedy, gioca con valori alti e nobili per perseguire il suo scopo. Mettendo da parte i valori di Libertà e Democrazia, infatti, l'immediata conseguenza a livello politico e concreto dei fatti fu quella di riconoscere la divisione di Berlino. In modo particolare, di riconoscere l'appartenenza di Berlino Est al blocco sovietico. Se le folle osannarono Kennedy per questo discorso dai così alti valori, i critici più accorti lessero in quella orazione un errore del Presidente americano che aveva così ceduto alla politica Sovietica.
Col senno di poi, non si può certo rimproverare nulla a Kennedy, e questo discorso resta uno dei più celebri mai pronunciati. Parole che hanno scritto la storia tanto quanto gli eventi delle due guerre mondiali, tanto quanto l'atomica su Hiroshima e Nagasaki, tanto quanto la caduta del Muro stesso.
Potenza delle parole, potenza della comunicazione.




« [...] Sono orgoglioso di venire in questa città ospite del vostro onorevole sindaco, che ha simboleggiato per il mondo lo spirito combattivo di Berlino Ovest. E sono orgoglioso -- sono orgoglioso di visitare la Repubblica Federale con il vostro onorevole Cancelliere che da così tanti anni guida la Germania nella democrazia, nella libertà e nel progresso, e di essere qui in compagnia del mio concittadino americano Generale Clay che -- che è stato in questa città durante i suoi momenti di crisi, e vi tornerà ancora, se ce ne sarà bisogno.

Duemila anni fa -- Duemila anni fa, il più grande orgoglio era dire "civis Romanus sum." Oggi, nel mondo libero, il più grande orgoglio è dire "Ich bin ein Berliner."

(Apprezzo l'interprete che traduce il mio tedesco)

Ci sono molte persone al mondo che non capiscono, o che dicono di non capire, quale sia la grande differenza tra il mondo libero e il mondo comunista

Che vengano a Berlino

Ce ne sono alcune che dicono -- ce ne sono alcune che dicono che il comunismo è l'onda del progresso

Che vengano a Berlino

Ce ne sono alcune che dicono, in Europa come altrove, che possiamo lavorare con i comunisti

Che vengano a Berlino

E ce ne sono anche certe che dicono che sì il comunismo è un sistema malvagio, ma permette progressi economici

Lass' sie nach Berlin kommen.

Che vengano a Berlino

La libertà ha molte difficoltà e la democrazia non è perfetta. Ma non abbiamo mai costruito un muro per tenere dentro i nostri -- per impedir loro di lasciarci. Voglio dire a nome dei miei compatrioti che vivono a molte miglia da qua dall'altra parte dell'Atlantico, che sono distanti da voi, che sono orgogliosi di poter dividere con voi la storia degli ultimi 18 anni. Non conosco nessun paese, nessuna città, che è stata assediata per 18 anni e ancora vive con vitalità e forza, e speranza e determinazione come la città di Berlino Ovest.

Mentre il muro è la più grossa dimostrazione del fallimento del sistema comunista -- tutto il mondo lo può vedere -- ma questo non ci rende felici; esso è, come il vostro sindaco ha detto, è una offesa non solo contro la storia, ma contro l'umanità, separa famiglie, divide i mariti dalle mogli, ed i fratelli dalle sorelle, divide le persone che vorrebbero stare insieme

Quello che -- Quello che è vero per questa città è vero per la Germania: una pace reale e duratura non potrà mai essere assicurata all'Europa finché ad un quarto della Germania è negato il diritto elementare dell'uomo libero: prendere una decisione libera. In 18 anni di pace e benessere questa generazione di tedeschi ha guadagnato il diritto ad essere libera, incluso il diritto di unire le famiglie, a mantenere la propria nazione in pace, in buoni rapporti con tutti."

Voi vivete in una isola difesa di libertà, ma la vostra vita è parte della collettività. Consentitemi di chidervi, come amico, di alzare i vostri occhi oltre i pericoli di oggi, verso le speranze di domani, oltre la libertà della sola città di Berlino, o della vostra Germania, per promuovere la libertà ovunque, oltre il muro per un giorno di pace e giustizia, oltre voi stessi e noi stessi per tutta l'umanità.

La libertà è indivisibile e quando un solo uomo uomo è reso schiavo, nessuno è libero. Quando tutti saranno liberi, allora immaginiamo -- possiamo vedere quel giorno quando questa città come una sola e questo paese, come il grande continente europeo, sarà in un mondo in pace e pieno di speranza. Quando quel giorno finalmente arriverà, e arriverà, la gente di Berlino Ovest sarà orgogliosa del fatto di essere stata al fronte per quasi due decadi.

Ogni -- Ogni uomo libero, ovunque viva, è cittadino di Berlino. E, dunque, come uomo libero, sono orgoglioso di dire "Ich bin ein Berliner".
[...] »

domenica 12 luglio 2009

La diversità che unisce: Maurice e Wen

Maurice e Wen sono amici da 7 anni, sono diversissimi ma hanno un’intesa perfetta e conoscono davvero bene le sfumature dei reciproci caratteri.
Di se stessi dicono ironicamente: “siamo dei casi umani”. Ma chi non lo è???




tratto da:
http://www.crossingtv.it/video/sofa/episodio-4-maurice-e-wen

giovedì 4 giugno 2009

Preparavano attentati a Milano e Bologna

Erano pronti a colpire la metropolitana di Milano e la chiesa di San Petronio a Bologna: cinque magrebini sono stati raggiunti oggi da un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della Procura della Repubblica di Milano. Il gruppo, attivo anche in Algeria, Marocco e Siria, voleva mettere a segno gli attacchi nella primavera del 2006, e per questo sette magrebini erano stati espulsi dall'Italia. Tre si trovavano già nelle carceri nordafricane, mentre uno è stato bloccato pochi giorni fa in Sicilia. Per i cinque raggiunti ora dalle ordinanze l'accusa è di associazione con finalità di terrorismo in Italia e all'estero, di finanziamento del terrorismo internazionale, di reclutamento e addestramento di numerose persone inviate in Iraq ed Afghanistan al fine di compiere attentati contro obiettivi civili e militari. La basilica bolognese di San Petronio conserva l’affresco quattrocentesco di Giovanni da Modena in cui è rappresentata la cacciata di Maometto all’inferno: per questo sarebbe stata nel mirino dei terroristi. I progetti di attentati non avevano avuto comunque alcun seguito.


tratto da: corriere.it

giovedì 28 maggio 2009

Presentata a Bologna la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza

Un cammino che, passo dopo passo, attraverserà tutti i sei continenti, riunendo intorno al tema della pace i popoli di tutto il mondo. E' quanto si propone la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, presentata a Bologna in una conferenza stampa tenutasi lunedì 18 maggio, presso la Sala Rossa del Palazzo della Provincia. Ad esporre l'iniziativa al folto numero di giornalisti presenti, Joaquin Valenzuela, portavoce del Coordinamento emiliano romagnolo per la realizzazione della Marcia per la Pace e la Nonviolenza, Giovanni Melli, portavoce del Forum del Terzo Settore Emilia Romagna ed Enrico Brizzi, scrittore e testimonial della Marcia a Bologna.

Voluta dall'organizzazione internazionale Mondo senza Guerre e da moltissime altre organizzazioni, istituzioni e personaggi autorevoli di tutto il pianeta, la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza si propone obiettivi chiari e concreti, come ha sottolineato Joaquin Valenzuela, affermando quanto sia fondamentale dare la dovuta visibilità ed importanza ai valori della pace e della nonviolenza, valori che troppo spesso, nel mondo moderno e nella coscienza di ognuno, vengono relegati in secondo piano. In primo luogo si chiede a gran voce lo smantellamento totale ed immediato di tutti gli arsenali nucleari, il ritiro delle truppe d'invasione dai territori occupati, la riduzione progressiva degli armamenti e delle spese militari, il ripudio assoluto della guerra e del suo utilizzo da parte dei governi come mezzo di risoluzione dei conflitti. L'obiettivo principale è quello di creare una presa di coscienza su quanto la pace sia necessaria e su come la pratica della nonviolenza sia l'unica soluzione possibile.

Dello stesso avviso Giovanni Melli, portavoce del Forum del Terzo Settore: "Abbiamo aderito con entusiasmo alla Marcia poichè riteniamo di fondamentale importanza che nell'agenda di tutti siano prioritari i temi della pace, della nonviolenza e del disarmo. Valori fondamentali di cui purtroppo si tende a parlare solo a fronte di tragedie immani, come guerre, massacri e genocidi, mentre dovrebbero rappresentare pilastri fondamentali ed imprescindibili per tutta l'umanità. Il nostro Forum racchiude associazioni che da sempre hanno questi valori come aspetti fondanti della propria vita associativa e che, operando quotidianamente in zone colpite da conflitti, toccano con mano gli effetti di questa 'distrazione' mondiale su tali tematiche. Quelli della guerra, della violenza, della proliferazione degli armamenti di ogni genere, sono problemi che, a dispetto della loro apparente difficoltà, potrebbero essere facilmente risolti se la politica internazionale non fosse dettata dal cinismo ma dagli importanti valori della pace e della nonviolenza".

Non a caso la Marcia partirà dalla Nuova Zelanda il 2 ottobre 2009, anniversario della nascita di Gandhi, dichiarato dall'ONU "Giornata internazionale della Nonviolenza", per raggiungere l'Argentina il 2 gennaio 2010. Un viaggio di circa 160.000 chilometri che attraverserà 6 continenti toccando più di 100 Paesi ed oltre 300 città. Un gruppo composto da un centinaio di persone provenienti da diversi paesei del mondo percorrerà l'intero tragitto. Ma la Marcia non è solo questo: sarà un evento multiforme e popolare. Si organizzeranno infatti iniziative di grande richiamo nei Paesi in cui approderà e, simultaneamente, si svolgeranno in tutto il mondo tutti i tipi di eventi quali concerti, congressi, attività culturali e sportive. In questo viaggio è compresa anche l'Italia, attraversata da nord a sud nella settimana tra il 7 e il 15 novembre, e Bologna in cui la marcia approderà l'11 novembre.


Testimonial bolognese d'eccezione, lo scrittore Enrico Brizzi che nel suo intervento si è soffermato sull'importanza del disarmo degli arsenali nucleari e sul significato profondo della marcia. "Il camminare in gruppo aiuta, poichè si è tutti uniti alla partenza ed all'arrivo" - ha affermato - "Quella della marcia è una pratica umile ed antica, per certi versi anche sacrale nella storia dell'umanità, e quindi uno dei modi migliori in assoluto per porre l'accento su tematiche di così grande importanza".
Tra le numerose iniziative previste proprio nel capoluogo emiliano, il Coordinamento sta pensando ad una grande manifestazione nel centro di Bologna per il 24 giugno, data simbolica che segnerà il countdown di meno 100 giorni all’inizio della Marcia. Il primo appuntamento è stato invece fissato per il 22 maggio alle 18.30, presso i giardini Fava di via Milazzo 32, dove si terrà la festa “AllegrAndante”, con aperitivo per la pace, musica dal vivo, proiezioni e presentazioni della Marcia.


Per maggiori informazioni:
marciamondiale.bologna@gmail.com
http://www.marciamondiale.org/


giovedì 12 marzo 2009

Noi non segnaliamo! Contro l'obbligo di denuncia dei medici

Da Bandieragialla.it:

Pubblichiamo di seguito il manifesto diffuso da numerose associazioni che a Bologna si occupano di salute, immigrazione e accoglienza in occasione della manifestazione "NOI NON SEGNALIAMO!" che si terrà martedì 17 marzo, alle ore 18, in piazza Maggiore a Bologna, per manifestare contro l’emendamento che prevede il principio di segnalazione alle autorità per i pazienti immigrati irregolari che si rivolgono a una struttura sanitaria.

"L'emendamento che cancella il divieto di denunciare gli immigrati irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie, contenuto nel “Pacchetto Sicurezza” e già approvato in Senato, è una norma contraria all'etica ed alla deontologia medica, al vincolo del segreto professionale ed al dettato costituzionale che tutela la salute individuale e collettiva. I nostri ospedali ed i nostri ambulatori offrono una garanzia di salute: sono luoghi di cura, non di discriminazione o delazione. Se il “Pacchetto Sicurezza” sarà approvato, con l'entrata in vigore del reato di ingresso e soggiorno illegale, si configurerà di fatto l'obbligo di denuncia per gli stranieri non in regola che accedono al Sistema Sanitario, che per timore di essere identificati ed espulsi non si cureranno o lo faranno in strutture non riconosciute. I casi più gravi ricorreranno intempestivamente a cure d'urgenza presso il Pronto Soccorso, con conseguente peggioramento degli esiti in salute ed aggravio dei costi. Verrà così di fatto negato ad una categoria di individui il diritto alla salute, e ci si esporrà al rischio di diffusione di malattie che tipicamente attecchiscono e proliferano dove c'è emarginazione, povertà, mancata tutela di diritti fondamentali. Si rischia una sanità clandestina. Si rischia la perdita del controllo sanitario. Si rischia, soprattutto, una deriva dello stato di diritto. Non possiamo rimanere inerti di fronte a norme di stampo chiaramente discriminatorio e razzista. Non vogliamo giungere all'obiezione di coscienza, vogliamo che tale emendamento venga cancellato. A sostegno di ciò si è da tempo formato un fronte ampio, trasversale alle ideologie, che accomuna realtà diverse tra loro (Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, Medici Senza Frontiere, Federazione Nazionale Ordini dei Medici, Federazione Italiana Collegi Infermieri, Osservatorio Italiano Salute Globale, Federspecializzandi, associazioni di volontariato ecc.). Come associazioni del settore, attive nel territorio di Bologna, rivolgiamo il nostro appello:
- ai senatori e deputati della Regione Emilia Romagna, affinché in sede di ulteriore dibattito parlamentare si oppongano con ogni mezzo all'approvazione definitiva dell'emendamento;
- alle istituzioni locali e regionali, affinché si impegnino in iniziative concrete per prevenire e contrastare, nell'ambito della propria autonomia e competenza, gli effetti ingiusti e dannosi della norma.
Invitiamo inoltre gli operatori sanitari, le associazioni di volontariato e di migranti, e tutti i cittadini a manifestare la propria opposizione al provvedimento".

Associazione Sokos; Salute Senza Margini; AsSpeBo (Associazione Specializzandi Bologna); Federspecializzandi; Gruppo Prometeo (Facoltà di Medicina e Chirurgia); Coordinamento Migranti Bologna; Avvocato di Strada ONLUS; Associazione Amici di Piazza Grande ONLUS; Emergency Bologna; Fisioterapisti Senza Frontiere; AIFI Associazione Italiana Fisioterapisti - Emilia Romagna; AMISS (Associazione Mediatrici Interculturali Socio-Sanitarie); Ya Basta Bologna;CGIL Bologna; GrIS Emilia Romagna.

mercoledì 18 febbraio 2009

Quello strano guasto al Grande Fratello

Lunedì 17 febbraio la puntata del Grande Fratello 9 è stata sospesa a causa di un guasto tecnico che ha interrotto il collegamento con la Casa. L'episiodio è avvenuto attorno alle 23.30, mentre la Marcuzzi era collegata con il confessionale. Dopo una mezz'oretta scarsa è stata la conduttrice stessa ad informare che per gravi problemi tecnici, purtroppo irrisolvibili celermente, la puntata veniva definitivamente sospesa. Nel fare questo si è ben preoccupata di dire che le nomination sarebbero state recuperate comunque (non si sa bene come) in settimana e che, allo stesso modo sarebbe stato possibile conoscere il nuovo inquilino della casa. Insomma, un bel pò di carne al fuoco per gli appassionati.

Ieri, martedì 18, è partita la 59esima edizione del Festival di Sanremo. Stavo guardando Striscia la Notizia come al solito, in attesa di passare su Rai 1 per dedicarmi alla visione del Festival, curioso di vedere l'apparizione di Mina. Durante la puntata di Striscia, il bravissimo Ezio Greggio, ripete più volte che ci sarebbe stato un collegamento in diretta con la casa del Grande Fratello. E, in effetti, superato il normale orario del tg satirico, la trasmissione di Ricci si trasforma in una succursale del GF 9. Prova dei concorrenti, volti nuovi e tanto di esito delle nomination. Il tutto con la presenza della stessa Marcuzzi. Oltre 8 milioni di persone hanno assistito al collegamento "ignari" che sulla prima rete partiva il Festival di Sanremo. Nel vedere tutto questo mi son fatto una grassa risata e mi sono detto "ecco spiegato il guasto tecnico"! Una mossa studiata a tavolino nella dura lotta a colpi di auditel. La grassa risata aveva anche un pò dell'amaro però, voglio dire, siamo così ingenui ed indifesi come telespettatori che credono che avremmo davvero abboccato? E, soprattutto, non dovrei sentirmi un pò preso in giro?
Comunque, ignorando le sirene del GF (non è stato così difficile per me), da buon Ulisse legato all'albero della nave, ho virato verso la rete ammiraglia con grande soddisfazione. Mina che canta "nessun dorma" è stato uno spettacolo, ed è stata forse la prima volta che ho visto tutta la puntata del Festival fino alla fine. Come me, ben 10.413.000 telespettatori. Il Festival ha vinto alla grande, nonostante la brutta caduta di stile di Ricci e della Endemol. E, questa sera, sono ansioso che la seconda puntata inizi.

venerdì 13 febbraio 2009

Piccolo... spazio... pubblicità!




Permettetemi di invitarvi a fare un salto al mio nuovo blog sul mondo della musica e del basso elettrico.


Buon divertimento!





link:
http://4cordepossonobastare.blogspot.com/